La nuova tendenza è l’8k

La tecnologia 8k per la fruizione video arriverà da noi molto tardi, perché il vero digital divide è questo: le novità son pionieristiche sì, ma poi i costi di produzione per adattarsi alle masse sono sempre molto alti. E spesso e volentieri anche dall’altra parte, vale a dire la produzione video, non ha i mezzi per adattarsi alle novità di schermi&co che vengono presentate nelle grandi convention internazionali.

Al CES 2019 di Las Vegas, infatti, le evoluzioni tecnologiche principali hanno coinvolto gli schermi televisivi. Ormai il Full HD, per i fantascientifici ricercatori contemporanei, è uno standard quasi obsoleto: la tendenza è l’8k, una super definizione di visione avvolgente e completamente immersiva. Dal punto di vista dell’hardware, per rendere la fruizione ancora più realistica, si parla di schermi da 33 milioni di pixel, una risoluzione altissima.

Come aprire una finestra e guardare fuori, nessuna differenza, assicurano gli esperti: rispetto al 4k è ancora meglio. Ma per apprezzare l’avanzamento bisogna possedere uno schermo da almeno 60 pollici di grandezza. E già qui iniziano i primissimi dubbi rispetto alla immediata commercializzazione dei televisori 8k.

Le aziende stanno lavorando duramente per la realizzazione degli schermi, ma il principale blocco è naturalmente la produzione su larga scala: non è che non esistano e non abbiano appeal, ma sono purtroppo poco abbordabili per i telespettatori. Le motivazioni sono varie, da fuori e da dentro: intanto, il costo è molto elevato. Samsung parte da entry level da 5000 dollari per l’8k, sfiora i 10mila con il QLED da 82 pollici. Proprio al CES 2019 le offerte di tv 8k di Sony (da 98 pollici, vale a dire uno schermo da più di 2 metri di larghezza) e LG (che non è da meno, l’ha realizzato da 88 pollici e con OLED) non sono passate inosservate. Ma di certo nessuno ha provato a chiedere il prezzo degli schermi 8k di tali dimensioni, probabilmente per la paura di incappare in un colpo apoplettico.

Non è soltanto, poi, un problema di costi di acquisto. La questione centrale è: cosa si guarda su schermi tanto grandi, se l’industria dei supporti è ancora, al massimo, al 4k o Full HD per le riprese? I programmi, i film, le serie tv prodotte attualmente non sono realizzate a un livello tecnologico tale da rendere la visione in 8k indimenticabile. Anzi, tutto il contrario: sarebbe come trasmettere un film in videocassetta su uno schermo HD. La qualità di partenza resterebbe comunque bassissima. È la mancanza di contenuti di alto livello prodotti esplicitamente in 8k a frenare la vendita degli avveniristici schermi: comprare un 8k per vedere un video Youtube di riprese (in 8k anch’esse) effettuate da un drone decisamente non giustifica la spesa.

L’industria cinematografica di Hollywood, vale a dire il cinema nella sua massima potenza produttiva, non ha ancora intenzione di investire in videocamere, computer e manovalanza che si occupi di riprese totalmente digitali in altissima qualità. Qualcosa si muove in televisione specialmente per i grandissimi eventi, come le Olimpiadi 2020 di Tokyo: probabile che il Giappone, tramite la sua televisione nazionale, investa in riprese realizzate con la migliore tecnologia a disposizione. Ma anche qui, il problema non è solo a monte: anche le migliori riprese in 8k, qualora sia veramente sperimentato, verranno probabilmente seguite su normalissimi schermi, nella migliore delle ipotesi dei retina full HD, perdendo quindi buona parte della definizione ricercata.

È un circolo vizioso ancora irrisolto: effettuare un downgrade di qualità per risparmiare banda annullerebbe la potenza realistica dell’8k e vanificherebbe l’investimento. L’ultimo tassello che va a mettersi in ordine, sancendo una procrastinazione nei tempi di presa popolare massima dell’8k, riguarda le grandi compagnie che sullo streaming hanno puntato (e vinto): Netflix, Amazon Video e Hulu non hanno in previsione a breve di rilasciare contenuti che siano realizzati in 8k e fruibili, di conseguenza, attraverso schermi appositi. C’è molta e indubbia curiosità sull’avanzamento tecnologico e sullo sviluppo di questa nuova definizione video, ma al tempo stesso mancano ancora gli investimenti mirati che rendano i prezzi così popolari da far arrivare gli 8k sugli schermi di casa.

Arianna Galati

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