Ken Ishikawa, l’anima di Getter Robot!

lo scorso 28 giugno cadeva l’anniversario della nascita di Ken Ishikawa, un autore ricordato soprattutto per essere stato con Go Nagai il creatore di Getter Robot, e senza il quale il mondo degli anime robotici non sarebbe mai stato lo stesso.

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Parlare di Ken Ishikawa di certo non mi lascia insensibile, sono infatti un grandissimo fan del suo Getter Robot. In realtà sono entrato in contatto con questo autore relativamente tardi, quando rimasi colpito dalla forza psicotica e sanguigna di Change!! Shin Getter Robot, anime ispirato dal manga Shin Getter Robot di Ishikawa.

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Ken Ishikawa con lo Shin Getter

Quello che avevo visto non era il Getter a cui ero abituato: i robot e i personaggi erano certo familiari, ma erano ritratti sotto una luce completamente diversa rispetto alla serie televisiva classica: i protagonisti qui erano violenti e implacabili, i Getter avevano un look sinistro e minaccioso. Personaggi e mecha erano infatti basati non sulle vecchie serie TV, ma su quanto visto  nei vari manga di Getter Robot realizzati da Ishikawa.

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“Change!! Shin Getter Robot – L’ultimo giorno del mondo” – Locandina ufficiale

Altra cosa che mi aveva positivamente colpito nell’anime Change!! Shin Getter Robot, è il fatto che rendeva esplicito e inequivocabile una caratteristica che distingueva il Getter da praticamente tutti gli altri robot componibili: l’unione tra le Getter Machine non era esattamente un “agganciamento”, ma una sorta di “metamorfosi”.
“Raggi Getter: evoluzione senza evoluzione…”: qualunque cosa voglia dire, definire questo concetto come suggestivo è poco.

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Lo Shin Getter secondo Ishikawa

Ken Ishikawa (1948-2006). È stato uno un grandissimo mangaka ed ha legato a filo doppio il suo nome a quello di Go Nagai, avendo i due collaborato fin dagli anni ’70. Nagai ha a questo proposito spesso dichiarato che considerava Ishikawa, oltre che un grande amico, il suo collaboratore più importante. Non a caso Getter Robot è stato uno dei primi lavori di Ishikawa, lavoro che tra l’altro lo ha consacrato come autore di culto e che dal 1974 in modo intervallato ha portato avanti per circa un trentennio. Sebbene nei credits gli fosse attribuito solo il disegno, il ruolo di Ishikawa per la saga di Getter è stato fondamentale anche per quanto riguarda idee e sceneggiature.

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Il primo ed intramontabile Getter Robot

In pratica, come lo stesso Ishikawa racconta sotto forma di manga con uno spassoso addendum al temine di Getter Robot GO, l’idea del robot componibile (che tra l’altro fu storicamente il primo componibile in assoluto) venne a Nagai in seguito al tamponamento a catena delle tre auto nel parcheggio della Dynamic Planning. L’aneddoto è sicuramente una semplificazione del processo creativo dell’opera e tralascia le richieste dall’esterno del team creativo (l’allora produttore Toei) di una serie robotica con più soggetti principali, ma rende l’atmosfera della genesi del tutto.
Nagai, delineate le linee generali, ha in pratica affidato Getter a Ishikawa, il quale da semplice assistente e mangaka agli esordi si è trovato per le mani una serie destinata a diventare importantissima e fondamentale per il genere mecha.


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Due tavole dal primo Getter Robot anni ’70

Nonostante Ishikawa considerasse la serie Getter ormai terminata con Getter Robot G (accanto alla saga principale aveva inoltre realizzato anche altre versioni alternative della storia pensate per target più giovani), si è trovato senza troppo entusiasmo a “dover continuare” il manga anche negli anni ’90, in occasione del varo della serie televisiva di Getter Robot GO. Come era avvenuto per i relativi Getter Robot e Getter Robot G anni ’70, anche questa volta la sua versione si differenzia in modo netto rispetto alla versione animata: la storia è differente, i contenuti sono per un target più adulto e, immancabilmente, i personaggi sono caratterizzati in modo estremamente sanguigno. Anche il mecha-design del nuovo Getter Robot nel manga ha molte differenze rispetto alla versione animata, che da l’impressione di essere più “giocattolosa” (o “giocattolabile”).

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Getter Robot GO

Come da lui stesso dichiarato, Ishikawa non amava rimettersi su lavori che considerava vecchi e finiti, per questo aveva dovuto farsi violenza per tornare a mettere le mani sulla sua creatura dopo una quindicina d’anni dalla conclusione di Getter Robot G, ma una volta iniziato si era fatto prendere dalle nuove idee e da un rinnovato entusiasmo: per Getter Robot GO (pubblicato tra il 1991 e il 1993) si parla infatti di un manga corposo, di circa un migliaio di tavole!

Il manga Shin Getter Robot (pubblicato dal 1997 e con ovviamente una storia decisamente diversa da quella della controparte animata di cui abbiamo parlato a inizio articolo), rispetto a Getter Robot GO è un’opera relativamente breve, un terzo della precedente, realizzata per colmare il buco narrativo tra Getter Robot G e GO.
Shin Getter rappresenta in sé un’ulteriore evoluzione dello stile dell’autore: il dettaglio delle tavole e la rappresentazione grafica raggiungono dei nuovi livelli di magnitudine. Shin Getter Robot mostra scene di proporzioni epiche ambientate nello spazio, in cui sono raffigurati mezzi spaziali grandi come pianeti, con una capacità suggestiva che va oltre i confini del manga, ed introduce delle nuove idee sulla natura dei Raggi Getter.
Dopo Shin Getter Robot è la volta nel 2002 di Getter Robot Arc, serie che porta Ishikawa verso un’ulteriore perfezionamento grafico e che voleva essere l’arco conclusivo della Getter Saga. Purtroppo Ken Ishikawa è venuto a mancare improvvisamente nel 2006 e non ha potuto completare il progetto, lasciando un grande vuoto nel cuore dei fan.

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L’immenso Getter Emperor come visto in Shin Getter Robot

Ishikawa amava definirsi “nagaiano”. Aveva infatti creato il suo stile a partire da quello di Nagai in quanto suo assistente. Tra l’altro, anche se la differenza di età tra i due era minima, Ishikawa con molta umiltà non ha mai smesso di considerare Nagai come il suo maestro.
In realtà la sovrapposizione tra i due autori a livello stilistico è molto forte nel primo periodo, successivamente però il modo di disegnare di Ishikawa muta e si fa sempre più complesso, creando un mondo proprio fatto di anatomie massicce e inquadrature iper-cinetiche, che sprizzano potenza e dinamismo da ogni linea. L’elemento più spiccatamente nagaiano che conserva sempre nel suo stile è probabilmente il modo di ritrarre le fisionomie dei personaggi, con una certa propensione per l’aspetto caricaturiale.

Ishikawa aveva dichiarato che considerava i suoi primi lavori tecnicamente molto scarsi, tanto che il riguardarli gli creava imbarazzo. Personalmente ritengo che, anche se da certi punti di vista il primo manga di Getter Robot può apparire naif rispetto alle capacità mostrate nei lavori successivi, si allinea comunque in modo ben più che dignitoso con i manga del periodo, anzi! Confrontandolo poi con il Getter anni ’90, comunque, l’evoluzione e le differenze di stile sono davvero notevoli: Ishikawa per tutta la sua carriera ha sempre continuato a perfezionarsi, ammodernando il tratto e il modo di comporre la tavola. Basti vedere il Mazinga-Z di “Mazinger Z: Relic of Terror“, un corto one-shot apparso in appendice a Getter Arc, che a parere di moltissimi è uno dei più bei Mazinga-Z mai apparsi su carta, in bilico tra design classico e segno modernissimo.

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Mazinger Z: Relic of Terror

Anche se nelle sceneggiature Ishikawa ha sempre privilegiato l’adrenalina e l’azione, non mancava di introdurre idee estremamente originali che sono poi state riprese anche da altri autori. Questo è il caso dell’immenso Getter Emperor, una forma del Getter in continua espansione e virtualmente in grado di arrivare a proporzioni astronomiche inglobando le galassie, che ha dato spunto all’idea più estrema in Gurren Lagann (non a caso Kazuki Nakashima, sceneggiatore e compositore della serie di Gurren Lagann, si è definito come il fan numero uno di Ishikawa).

Nella sua prolifica carriera Ishikawa, oltre a Getter Robot che è la sua opera più nota, ha spaziato tra moltissimi generi narrativi estremamente diversi: come horror, storico e fantascienza, con una certa predilezione per l’action e le tinte forti. Nella sua produzione c’è stato spazio anche per la commedia! Qualcuno infatti si ricorderà ad esempio Robottino (al secolo: Cybot Robotty), serie televisiva umoristica del 1982 su soggetto di Ishikawa e passata anche da noi in Italia a partire dagli anni ’80.

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Due lavori di Ishikawa al di fuori della Getter Saga: “Kyomu Senki” e il nagaiano “Neo Devilman”.

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