UN’IMPOSSIBILE QUATERNA DA FAR GIRAR LA TESTA

Abbiamo visto tutto. E tutti, i circa 800 visitatori di zampEXTRA16, hanno visto tutto. Siamo un’impresa, davvero, e abbiamo portato quest’anno 4 anime divergenti sul palcoscenico enorme di una Milano impossibile da girare ma, per noi che siamo senza rete, che non abbiamo un sito portfolio, che abbiamo la necessità di unire le due rette parallele di arte e creatività, noi questa milano l’abbiamo bevuta tutta d’un sorso come fosse il primo café della mattina, per darci una sonora svegliata, per farci accapponare la pelle. Abbiamo visto l’editoria del confine, l’editoria amanuense, quella che incolla, che è editore di un libro alla volta che fa una copia unica di ogni opera, abbiamo incontrato “Libri Finti Clandestini” insieme all’artista Pietro Puccio che ha ritratto per oltre un’ora i visitatori su carte di ogni tipo, accartocciate, per poi aprirle piano e osservarne la scomposizione naturale, che poi diventa pagina di un libro istantaneo. Questo, capite, non è creatività, oppure lo è in una forma così ad angolo acuto, che nel suo apice tocca certamente l’arte, che nell’espressione dell’artista diventa certamente ricerca, che nella trasformazione in libro diventa editoria. Il giorno 2 è stato il più rivoluzionario. Un Trio Lauto ha infatti detonato il suo repertorio medioevale in mezzo ad un flusso di più di cento persone, migrate in zampEXTRA e rimaste letteralmente basite. La rivoluzione, diciamolo, è nei due tempi. Il tardo medioevo in cui nacquero tra le più grandi invenzioni dell’uomo e il concerto seicentesco dentro un’agenzia che ha nel digitale la sua avanguardia massima. Un ossimoro eclatante, una Milano illuminata a giorno dal soprano di origini giapponesi Kiriko Mori, il flauto dolce sudamericano di José Manuel Fernández Bravo e il Chitarrone di Francesco Motta. Poi è stato il momento del FlashMob in piazza Gae Aulenti dove, in una performance improvvisa, Gaetano Orazio ha trasformato sette passanti in un piccolo Bosco Bugiardo, sua opera enorme composta da più di 30 betulle costruite su telai rotanti ed esposte al museo delle Paure di Lecco. Un vero teaser di quello che è successo la sera, quando, in un impensabile passaggio di più di 300 anime, l’artista ha dipinto più di 25 uomini albero dentro la nostra sede in Brera – San Marco. Come nelle migliori delle esposizioni delle mostre fortunate, abbiamo per la prima volta avuto una fila “fino alle scale” che per noi vuol dire grande emozione, pulsazioni al massimo, partecipazione. Tutto questo dentro ad un grido Bugiardo assordante ed una musica potente e pre-potente. Poi è arrivata l’ultima sera e nessuno credeva ai propri occhi. Un giocattolo enorme, un mito della nostra infanzia, tramutato creato pensato e installato al centro della stanza, un Caleidoscopio Caleidoritmico, una proiezione delle interazioni tra luce specchi e prossimità, un videogioco tutto analogico che ha incantanto le 200 persone in cerca di bellezza che sono salite dentro il nostro bosco di idee. Alberto Bettinetti e Federica Clerici (degli Spazienne) hanno di nuovo fatto un miracolo, un gioco creativo, un’esperienza munariana al confine col ricordo del fanciullo che ci governa, un regalo durato più di due ore. Un fuori salone milanese decisamente forte che ha toccato in pieno le corde della nostra Vision, le corde di quando tutto è cominciato tra arte, poesia e grafica, unire l’arte alla creatività. Quest’anno abbiamo fatto questo. Grazie a tutti i visitatori, grazie a tutti gli artisti, grazie a chi si è prestato ad aiutarci in questa impresa ai confini del bosco.

 


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Moreno Luca

CEO, poeta, creativo, cantautore, performer, transformer. Ama dinosauri, robot, fantascienza '60 e oltre, classici del '900, cose da nerd.

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